


“TERA E AQUA”
Donne e uomini nelle lotte bracciantili della bassa padovana
Di e con: Sara Celeghin e Francesco Basso
Collaborazione alla drammaturgia e regia: Andrea Pennacchi
Ricerche storiche: David Celetti e Elisabetta Novello
Riprese: Angelo Desole
Un particolare ringraziamento ad Ugo Gazziero per la sua preziosa collaborazione
Alla fine della seconda guerra mondiale, in un Italia che cerca di risollevarsi e di uscire dagli orrori della guerra e del fascismo, un nuovo assetto politico e sociale viene via via costituendosi, scontrandosi nuovamente con i vecchi problemi di sempre: fame, povertà e sfruttamento. In questo ambiente nasce l'amicizia tra due braccianti, un uomo e una donna, che crescono insieme, fin da bambini, condividendo la fatica ma anche i sogni. Attraverso la storia della loro amicizia si dipana il racconto di un mondo rurale, quello della bassa padovana, preso nel corso di un mutamento epocale, fatto di lotte sindacali, cambiamenti sociali ed economici e vicende umane, in una realtà di lavoro nei campi, duro e precario.
E' un punto di vista che parte dal “basso” quello dei protagonisti, legato alla memoria e spesso ignorato dalla storia ufficiale; il racconto della vita di tutti i giorni, in cui solidarietà e aiuto reciproco sono elementi necessari alla sopravvivenza, e in cui la lotta per ottenere uguaglianza e giustizia è parte della giornata quanto il lavoro stesso.
Storia di lavoro, dunque, di rivendicazioni, lotte e solidarietà.
Quella dei braccianti è stata una categoria che si è misurata quotidianamente con una condizione di precariato, che ha fronteggiato rivendicando sempre con coraggio i propri diritti e che ha trovato nella costituzione e nell'alleanza col sindacato una possibilità concreta di miglioramento.
Il pericolo costante di perdere il lavoro e la necessità di fronteggiare le difficoltà attraverso azioni di resistenza e lotta vivono nella memoria delle battaglie combattute attraverso l'organizzazione sindacale e l'impegno costante verso una giustizia possibile, ma spesso negata. Memoria che ritorna per avvertire del pericolo di considerare superate le disuguaglianze e di dare per acquisito il diritto al lavoro.
Infatti, mentre si parla sempre più di precariato, aumenta anche la necessità di trovare soluzioni collettive ad un problema che accomuna i giovani del 2006 ai braccianti della bassa padovana del dopoguerra.
TERA E AQUA è un racconto teatrale, a suo modo unico, che nasce dalla volontà della CGIL di testimoniare le vicende umane e le lotte della bassa rurale e si sviluppa grazie all'incontro e alla collaborazione di attori, storici dell'Università di Padova, il Centro Studi Ettore Luccini e le testimonianze di chi ha vissuto veramente l'epopea bracciantile di questa provincia. Un progetto volto non solo a celebrare le lotte del passato, ma anche a preservarne la memoria viva e a mantenerne integra la rilevanza per il presente.
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