
http://www.tapasudana.blog.ca/
http://tapasudana.blogspot.com/
http://theatretribuana.blogspot.com/
http://www.spazioendaxi.it/html/tapasudana/tapasudana.htm
http://www.dropshots.com/tapasudana
http://www.dropshots.com/tribuana
Il laboratorio residenziale con Tapa Sudana si svolgerà sull’isola di Ca’Roman (Venezia).
Dal 14 settembre pomeriggio/sera (accoglienza) al 19 settembre (partenza la sera o il 20 mattina).
I partecipanti saranno ospitati nel Villaggio Marino di Ca’ Roman.
L’isola è accessibile tramite vaporetto (non automobile) da Chioggia (possibilità di parcheggio + linea 11 ACTV per Pellestrina) o da Venezia.
I partecipanti dovranno portare pantaloni e maglietta bianchi per la pratica del Silat (arte marziale), un bastone (35 mm di diametro, altezza fino alle sopracciglia, vanno bene anche bastoni per tende o in giunco, non bambù).
Chi può porti i propri strumenti musicali,
maschere,
pupazzi, costumi, oggetti di lavoro.
Se avete particolari necessità alimentari (vegetariani, celiaci..) segnalatelo.
VITTO ED ALLOGGIO sono compresi nel prezzo dello stage.



Il laboratorio residenziale con Tapa Sudana si svolgerà sull’isola di Ca’Roman (Venezia).
Dal 14 settembre pomeriggio (accoglienza) al 19 settembre (partenza la sera o il 20 mattina).
I partecipanti saranno ospitati nel Villaggio Marino di Ca’ Roman.
L’isola è accessibile tramite vaporetto (non automobile) da Chioggia (possibilità di parcheggio + linea 11 ACTV per Pellestrina) o da Venezia
partecipanti dovranno pantaloni e maglietta bianchi per la pratica del Silat (arte marziale), un bastone (35 mm di diametro, altezza fino alle sopracciglia, vanno bene anche bastoni per tende o in giunco, non bambù)
Chi può porti i propri strumenti musicali,
maschere,
pupazzi, costumi, oggetti di lavoro.
Se avete particolari necessità alimentari (vegetariani, celiaci..) segnalatelo.
VITTO ED ALLOGGIO sono compresi nel prezzo dello stage.
Il campo di esplorazione comprende 22 lezioni :
1. Penchak Silat o Silat Tribuana (basato sull’arte marziale indonesiana= l’arte della sopravivenza). Per questa lezione è preferibile vestire in bianco (pantaloni e maglietta bianca, se è possibile).
2. Tai Chi Tribuana (dei movimenti che conducono alla coscienza dell’articolazione fisica e dell’energia= chi=prana=Ki)
3. Chi Kung Tribuana (degli esercizi fisici e mentali che conducono alla coscienza dell’energia preziosa e molto sottile che anima la vita e il cosmo)
4. Koukol Djagat, il lavoro di percussioni ispirato al Kodo (Tamburo Giapponese) per esercitarsi nel lavoro con un’attitudine rituale sul ritmo, la resistenza, la forza, le voci dei Tre Mondi. Lo strumento del Kodo deve essere costruito.
5. Yoga Tribuana: stare in una postura statica, per destare la sensibilità e portare l’attenzione al respiro e alla percezione, in modo da percepire l’impulso interno, che conduce un attore all’azione e alla concretizzazione.
6. Pranayama Tribuana, esercizi di respirazione; ispirazione ed espirazione di energia (per percepire e sperimentare diversi tipi di energia)
7. Pratica giornaliera di alcuni esercizi di salute Taoisti. Questi esercizi coinvolgono: l’immagine, il movimento, il suono e l’attività mentale, in collegamento con l’energia vitale sotto forma di emozioni, gli organi della digestione, i 5 elementi, i colori…etc.
8. Il lavoro del bastone (Tongkat): gli attori manipolano il bastone e giocano ripetendo precisamente alcuni movimenti. L'esercizio del bastone è ispirato dall'arte marziale e mira al riscaldamento, al lavoro di gruppo,alla meditazione e a destare la sensazione di essere "pronto a seguire" (nel senso che l'attore deve servire, seguire e dare vita ad un personaggio o ad una storia.) I partecipanti sono invitati a portare con sè un bastone (di legno) di 35 mm di diametro e di una lunghezza pari a quella che va dai piedi alle sopracciglia/terzo occhio.
9. Lavoro con le maschere. Poiché la maschera è considerata come un possedimento personale, uno strumento personale di espressione e considerata come un oggetto sacro, si suggerisce ai partecipanti di portare la loro maschera personale.
10. Marionette, oggetti, come strumenti d’espressione o accessori per raccontare una storia.
11. Lavoro con lo strumento musicale/percussione.
12. Kéchak: è all'origine un coro vocale di tutti gli abitanti del villaggio i quali partecipano a questa danza/transe di Bali, sacra, al fine di allontanare le malattie contagiose e mortali, le energie negative/distruttive, il disastro naturale che minaccia di distruggere la vita dell'uomo, animale o vegetale. Questa danza permette agli attori di lavorare sulla voce, sui ritmi collettivi, la coscienza e l'energia del gruppo. È un lavoro sull'armonizzazione, risveglio dell'energia cosmica del gruppo per le guarigioni, per la gioia, per la salute, per la felicità di vivere.
13. Musica etnica.. Gli attori si muovono e danzano su delle musiche etniche, cantando delle canzoni dei differenti paesi. Una canzone etnica come tema di improvvisazione per un movimento o una storia da improvvisare. Il suono di uno strumento etnico porta un tesoro, un seme antico da assaporare e da far crescere.
14. Bayu Swara, un lavoro sulla sillaba-sacra / il suono / la voce personale: trovare, dare nascita ad una sillaba ogni giorno. Una sillaba corrisponde ad un suono ed è composta da una vocale e da 1 a 4 consonanti. La progressione del lavoro, della composizione della sillaba, si sviluppa in modo tale che la sillaba del primo giorno darà nascita alla sillaba del secondo giorno; la sillaba/realtà del secondo giorno darà nascita alla sillaba/realtà del terzo giorno, ecc.
15. Foglie d’autunno o cristalli del pensiero. Meditare (contemplare) delle brevi frasi che sono da considerare come il cristallo del pensiero, i frutti della contemplazione. Riflettere e scambiare delle opinioni, discutere un argomento/problema in gruppo; tutte queste attività sono il campo dove il pensiero può essere coltivato e coinvolto per produrre un linguaggio teatrale comune, una creazione comune basata su una comune comprensione, chiarendo il fine/obiettivo comune in azione.
16. Un lavoro nel gruppo e sul gruppo: coscienti di se stessi essere membri di un gruppo, rimembrare, servire il centro dell'interesse comune del gruppo, è necessario conoscere "la cosa magica e misteriosa che ci lega insieme", per sentire l’energia comune, l’impulso/l’intenzione comune, per dare nascita alla storia da raccontare, che sarà condivisa pubblicamente in seguito. Attenti alla cosa/energia/storia comune da sviluppare; allo stesso tempo gli attori restano aperti, svegli, sinceri, essenziali, dunque semplici e diretti. Comprendere "teatralmente" è essere, è un'azione, (con o senza accessorio) di una comprensione/interpretazione definita che sia espressa in maniera viva. Un attore tribuanico che dice “Capisco”, deve essere in grado di fare, di tradurre la comprensione in azione.
17. Un lavoro sull’improvvisazione, creazione comune, che si lega al lavoro di gruppo. In questo lavoro bisogna considerare bene tre passaggi:
1)Conoscere/comprendere i partecipanti;
2) Creare un linguaggio teatrale comune,
3)Scegliere/lavorare su un soggetto comune da servire/nutrire insieme che lega i membri del gruppo, che deve essere onorato, che è più importante di se stessi durante l’improvvisazione.
18. Ascoltare delle storie che sono raccontate dai partecipanti o da me stesso e che daranno poi spunto a delle improvvisazioni. Trovare un linguaggio comune da esplorare e da costruire insieme. Dare vita ad una storia consiste nel trovare insieme l'impulso interiore della storia, dentro di noi, un lavoro dove si sperimenta la condivisione.
19. Lavoro sul “totem”. Un totem è una composizione materiale che si sviluppa aggiungendo qualche cosa ogni giorno alla composizione;il lavoro è come nutrire una realtà quotidiana.Il Totem può essere visitato in qualsiasi momento, può essere presentato l'ultimo giorno dello stage durante una porta aperta. Il totem può essere personale o collettivo. Può essere fatto all’aperto in natura o al chiuso. Un totem può trovare la sua origine e/o può avviarsi a partire da un luogo o da un'idea che ha bisogno di oggetti per diventare una realtà. E’ un lavoro per trovare lo spirito degli oggetti, l’energia di un luogo, la magia di una costruzione, una presenza carismatica.
20. Quando lo spirito del totem si concentra su un foglio di carta, diventa un'immagine, un disegno su una pagina ed una serire di sillabe sulla pagina seguente, che si costruisce col passare dei giorni aggiungendo quotidianamente una forma o una linea di colore. È ciò che si chiama: il Compact Disk dell'identità personale o Dischetto o Tribuana Passport (Tripass).
21. Un'introduzione al senso del rituale e del sacro, onorando gli strumenti di lavoro, lo spazio di lavoro e l'ambiente naturale. Un luogo dove si lavora lo chiamiamo Do Jo in giapponese o Marga Pura in balinese. E’ considerato come un luogo dove si coltiva un modo di vivere/un cammino di Vita, un modo di essere. Ciascuno si prende cura dello spazio di lavoro e condivide/partecipa al suo mantenimento, a pulirlo, a mettere in ordine prima e dopo il lavoro. La preparazione del marga Pura dipende dal tipo di lavoro che vi si dovrà svolgere e dà modo di sviluppare il lavoro di gruppo e risvegliare il senso di attenzione e responsabilità.
22. Bayu Panah, è ispirato al Kiu-Do della cerimonia giapponese del tiro con l’arco. Per questo lavoro si ha bisogno di un arco (arco giapponese o di bambù è l’ideale), freccia e bersaglio; possiamo anche usare un elastico per sostituire l’arco. Gli studenti devono portare questi strumenti. Ci sono alcune sequenze di movimenti da ripetere sempre in un’attitudine cerimoniale ed intensa concentrazione. Deve svilupparsi un’attenzione totale.
Se il teatro è il “diamante della vita", il suo scopo dovrebbe essere di
cristallizzare l'esperienza di vita in una memoria luminosa. La memoria
crea il
vocabolario, il linguaggio e gli strumenti dell’espressione.
Risvegliando e
coltivando l'espressione dei tre mondi (tribuana=corpo, energia,
pensiero),
seguiamo la via dell'armonia con la natura, adattando la realtà ai
bisogni
dello spazio, del tempo e della situazione. Un attore (Tri Buana) deve
essere
in buona salute (tribuanicamente), sulla via dell’armonia, per essere
capace di
animare la storia (che lo anima), e di offrirla al pubblico che è venuto
per
condividere il racconto autentico della storia. Brahman significa l'
Essere
supremo immortale. Il campo del Se è l'essenza libera e perfettamente
chiara di
ogni essere. "Agire" significa essere sulla via della manifestazione
del processo creativo che conduce l'invisibile ESSERE all'esistenza.
(tratto
dalla Bhagavad Gita, canto VIII, 3,) .