
Il progetto nasce da un gruppo informale di giovani artisti provenienti da diverse esperienze legate al mondo del teatro e dell’organizzazione.
L’associazione Teatro invisibile sostiene il progetto e lo supporta, trovandolo in armonia con le linee guida dell’associazione.
“Tramite questo progetto vorremmo fare sintesi dei nostri percorsi come insegnanti e del nostro lavoro come attori. Valorizzando le energie creative e artistiche dei nostri allievi e portando nel nostro territorio maestri e formatori, che possano contribuire alla nostra crescita umana ed artistica.
Ci siamo incontrati e conosciuti lavorando con diverse compagnie teatrali, ed ogni volta che vi era l’occasione di confrontarsi all’interno di progetti di altri ci domandavamo quando sarebbe arrivata l’opportunità di lavorare insieme, ad un progetto comune interamente partorito da noi.
Ci siamo chiesti quali sono i problemi del nostro territorio, con particolare riferimento ad adolescenti e giovani. Tra le questioni più accese ci sono la difficoltà di integrazione, comunicazione, i fenomeni di violenza che spesso prendono la forma e il nome di bullismo, il rifiuto della diversità.
Il nostro desiderio è la creazione di un gruppo di lavoro che valorizzi le abilità di ognuno e i precorsi personali per trovare insieme un modo nuovo di fare teatro che possa coniugare la tradizione (partiremo dalle maschere e da un testo Shakespiriano) e l’innovazione (commistione di teatro e teatro di strada): un fare teatro che accolga le esigenze, i bisogni e le necessità del nostro territorio e che sia poi una restituzione elaborata in forma artistica e comunicativa, ai giovani, e non solo, che lo abitano.
Il teatro che ci piace vedere e fare è strettamente connesso con la vita: con la capacità di portare in scena situazioni, emozioni, sentimenti reali, forti.
Vogliamo arrivare al pubblico in maniera diretta, toccandolo da vicino, senza dare risposte, ma ponendo molte domande, con un ideale di partecipazione sociale che passi anche attraverso forme artistiche.”
Il filo conduttore è “Romeo e Giulietta” ovvero un’indagine a 360° sulle tematiche proposte da Shakespeare che troviamo decisamente attuali.
Il percorso prevede varie tappe formative per arrivare alla realizzazione di uno spettacolo che viva di questi temi e che coinvolga nelle sue fasi di prima elaborazione un nutrito numero di giovani.
Il teatro che ci piace non si fa solo nei teatro o nei luoghi deputati allo spettacolo, ma nelle scuole, piazze, strade, parchi,.. arrivando davvero alla gente come uno specchio dei problemi quotidiani del territorio, stimolando in maniera creativa l’identificazione e la discussione.
In questo modo avremo la possibilità di scegliere e costruire i nostri strumenti di lavoro, apprendendo nuove abilità artigianali oltre che attoriali, dando vita cosí ad un gruppo di lavoro responsabile, autonomo ed autogestito.
Il progetto prevede la realizzazione di diversi laboratori artigianali per la
- costruzione di palchetti modulari
- realizzazione di maschere in cuoio
- costruzione di scenografie
- confezione dei costumi
e di alcuni laboratori teatrali per approfondire il rapporto con il corpo, la parola e gli oggetti.
L’obiettivo è l’acquisizione dicompetenze artigianali e legate al lavoro teatrale che sviluppa ed approfondisce l’espressività del singolo e favorisce una più completa ed organica manifestazione ed espressione del sé in ambito artistico, ma anche, e soprattutto, nella vita quotidiana.
Un incremento per i singoli partecipanti del loro benessere, inteso come stare bene con sé, con gli altri in un’ottica di condivisione, ascolto e mutuo aiuto e sostegno.
Si tratta di una modalità non convenzionale per formarci non utilizzando conferenze o lezioni frontali, ma attraverso la pratica, l’esperienza vissuta sulla nostra pelle, la condivisione di percorsi per il raggiungimento di un obiettivo comune.