Il teatro è per noi comunicazione e condivisione.
La comunicazione passa attraverso i linguaggi più disparati: il corpo, le parole, lo spazio, il tempo e il ritmo.
Spesso in teatro accade che scenografia, luci e costumi, musiche registrate abbiano un ruolo importante nel creare atmosfere, suggestioni, emozioni, troppe volte questo accade a prescindere dagli attori, dalla componente più umana e (potenzialmente) vitale.
Il nostro approccio pedagogico è mirato a valorizzare i ragazzi, anche mettendoli "in difficoltà", senza che possano appoggiarsi ad un modo convenzionale, stereotipato, di fare teatro, spesso sostenuto appunto dalla struttura esterna piuttosto che dagli attori.
Stimoliamo l'espressività di ciascuno all'interno del gruppo, evitando protagonismi e ruoli principali, ma dando la possibilità di stare in scena in modo organico in base ai desideri, al tempo e alle energie dedicate da ognuno.
Lavoriamo sulle dinamiche di gruppo in modo che il "fare teatro" non sia solo condivisione di uno spettacolo col pubblico, ma sia soprattutto condivisione di un percorso comune tra i ragazzi.
Recitare per noi non significa imparare a memoria un testo e ripeterlo di fronte ad un pubblico, fare teatro è giocare, sperimentare, improvvisare, prendere un testo, farlo a pezzi e ricomporlo in un novo puzzle fatto anche di pezzetti della nostra vita.
Per improvvisazione intendiamo la capacità di trovarsi in una situazione, riconoscerla, con la disponibilità di rispondere in maniera matura e organica agli stimoli o azioni, creandone di conseguenza altri che sosterranno ulteriormente la scena. Sottolineo i termini matura e organica perché quel che ci interessa è lavorare assieme per costruire una nostra capacità di adattamento in cui le reazioni e risposte che diamo siano le più utili e vitali possibili per la scena (per il proprio gruppo di lavoro, classe, comunità… mondo? Se è vero che il teatro ha una funzione sociale, dobbiamo cominciare a far si che trasformi in persona più matura chi lo fa), e non semplicemente facili gags o lazzi per strappare applausi e risate (che comunque non vogliamo fuggire!).
Lavoriamo e giochiamo affinchè i ragazzi possano esprimersi liberamente e creare, soli e collettivamente, il mondo invisibile che può essere il vivere il teatro.