Stage aperto di Aikishintaiso

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Domenica 3 settembre 2017

(dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00)

diretto da Paolo Salvadego

professore di aikishintaiso e di aikido

 

presso Dojo NEST, Vicolo Gela n° 3, Albignasego – Padova

 

Lo stage è aperto a tutti gli adulti che desiderino scoprire questa disciplina e non è richiesto alcun requisito particolare

Per la pratica si raccomanda il dogi (tenuta da allenamento per i budo) oppure una tuta da ginnastica/abiti comodi.

Costo : contributo di 10 euro per la partecipazione

È gradita conferma della partecipazione
Per informazioni sull’evento: 329 566 7182 – info@spazionest.org
Per informazioni sul maestro e l’accademia: www.aactg.it
Per informazioni sul corso annuale: http://www.spazionest.org/aikishintaiso/

Aikishintaiso

L’aikishintaiso è una disciplina di pratica individuale che poggia sui concetti tradizionali giapponesi di Ai armonia, Ki energia; Shin nel senso di “kokoro” ovvero cuore inteso come emozioni, sentimenti, che si trovano all’interfaccia tra il corpo e la coscienza psichica ed hanno allo stesso tempo una realtà materiale e spirituale; Tai corpo; So è movimento).

Cos’è l’aikishintaiso

E’ radicato nella secolare tradizione marziale giapponese, nello zen, nelle pratiche ascetiche degli yamabushi e nella antica tradizione della lettura del corpo della fisionomica buddista. Proviene almeno in parte dall’Aiki In Yo Ho, dottrina dell’armonia spirituale fondata sullo yin – yang, insegnato nel clan Takeda, in Giappone, a partire da Takeda Takumi No Kami Soemon (1758 – 1853). Takeda Sokaku ha successivamente dato il nome di aikishintaiso alla propria pratica. É intriso di riferimenti allo Shintoismo, al Taoismo e alle antiche pratiche terapeutiche da cui sono poi derivati lo Shiatsu, il Do-in, Kuatsu e O-Kuatsu, Katsugen e altro. E’ giunta ai giorni nostri attraverso la trasmissione delle conoscenze nell’ambito della filiazione Maestro – Allievo.

 

Presupposti
La nostra storia individuale e gli avvenimenti traumatici che la caratterizzano, inizia da prima del concepimento e risale alle generazioni che ci hanno preceduto. Il corpo ci parla e racconta questa storia, non solo quella a noi conosciuta, ma anche e soprattutto quella che non ci è nota, quella a cui nemmeno il nostro inconscio psichico ha accesso e che, iscrivendosi nel nostro soma con dei segni a profondità differenti, può condizionare non solo il buon funzionamento del nostro organismo ma anche la nostra energia, il nostro pensiero, le nostre scelte, il nostro futuro, la nostra vita. Ciò che non può essere pensato non può essere detto ma questo è mimato dal corpo e nel momento in cui il mimo inconscio non è più sufficiente per raccontare le sofferenze consce o inconsce, queste si esprimeranno allora nella patologia o nell’incidente. L’aikishintaiso non è una terapia, non interviene direttamente nel campo della patologia ma permette di procedere ad un combattimento interiore per prevenirla. E’ bensì l’arte marziale interiore. Il praticante dà battaglia alla violenza stessa, quella che potrebbe essere involontariamente indirizzata verso gli altri, quella che spesso è indirizzata in modo inconscio verso se stessi.